Volevo invece soffermarmi sul fantastico sapore di italianità del gioco, che credo unico nel panorama attuale.
Scelta coraggiosa degli sviluppatori, ma ahimè questo "ondeggiar fra Dante e Shakespeare" alla lunga può essere un freno all'ingresso di nuovi giocatori: quelli che hanno poca dimestichezza con l'inglese ho un esempio in casa!) e vanno in panico con le frasi che terminano col punto di domanda ("oddio che succede ora"?), o quelli che "se non è in inglese non è un bel gioco" e storcono il naso davanti a "Imposta una quantità fissa acquistabile" nella pagina del fornitore.
Trovo lodevole quindi la scelta dell'italiano come "trainante", con la personalissima idea che una più netta separazione degli idiomi possa portare anche ad ampliare la comunità (community?) dei giocatori.
Bravi,
lunchtime for me now